Cos’e la Psicoterapia relazionale

Ogni famiglia è chiamata ad affrontare vari eventi lungo il suo ciclo vitale, detti “fisiologici”come la nascita di un figlio, la sua crescita educativa e affettiva, l’adolescenza, l’entrata e l’uscita di casa di alcuni dei suoi componenti, il pensionamento e la morte. La consulenza familiare su http://www.studiontc.it/ può essere richiesta dove è presente:

  • Un disagio psicologico e/o comportamentale nel bambino: disturbo del sonno, dell’alimentazione, problematiche scolastiche, enuresi, nascita di un fratello/sorella, abuso e/o maltrattamento del minore…
  • Un disagio psicologico e/o comportamentale nell’adolescente: disturbo del comportamento alimentare (per restrizione o abbuffata), uso di sostanze, devianze comportamentali, difficoltà relazionali, disturbi d’ansia, reazioni di rabbia sproporzionate e incontrollate…
  • Presenza di problematiche nel genitore: depressione, dipendenze patologiche (da sostanze, internet, sport, gioco d’azzardo…), irrisolti con la famiglia d’origine…
  • Famiglie adottive e affidatarie che affrontano particolari passaggi di crescita: la costruzione del legame di filiazione, scolarizzazione, adolescenza…
  • Perdita significativa di un componente dovuto a malattia o a morte traumatica

Ogni fase comporta dei compiti di accomodamento e crescita che coinvolge tutti i membri della famiglia e, non di rado, anche della famiglia allargata. Si pensi per esempio ai modelli educativi a cui ognuno di noi fa riferimento: spesso sono la conseguenza di un atteggiamento interno di adesione o, al contrario, di contrapposizione all’educazione ricevuta dai rispettivi genitori, e quando questi diventano “nonni” ci ritroviamo a confermarli o a disapprovarli nel modo di rapportarsi con noi e coi nostri bambini.

Altri eventi sono invece esperienze “speciali” per la famiglia, che la rendono più isolata dal confronto sociale, e la costringono ad un impegno diverso per elaborare o risolvere le sue difficoltà. Si pensi per esempio alla morte precoce di un suo componente. In questo caso, come in altri, un lavoro fatto con tutta la famiglia, coinvolta direttamente in terapia, inaugura la possibilità di tracciare una nuova trama di significati a quanto è successo o sta succedendo, e di costruire nuove modalità relazionali e comunicative in vista della crescita personale di ciascun membro.

La consulenza familiare prevede almeno tre incontri per conoscersi, presentare la situazione problematica e provare a identificare come ciascun componente della famiglia intende essere/non essere aiutato. Sulla base della sua esperienza, il terapeuta suggerirà il percorso psicologico più indicato alla famiglia, le condizioni per realizzarlo e con quali professionisti. I colloqui in genere hanno una frequenza quindicinale.

Ogni coppia è un progetto di due persone che, ad un certo punto della loro vita, decidono di trasformare il loro incontro in un investimento affettivo più grande, mossi dal più nobile dei sentimenti: l’amore. Quando ci innamoriamo entriamo in una dimensione magica, surreale, ipnotica che, come i personaggi di Chagall, ci fa vivere 3-4 metri sopra la terra. Ogni cosa è vista e vissuta in funzione del bisogno di amare ed essere amati dalla persona prescelta, al punto da compiere tra i gesti più folli di cui l’essere umano è capace: fidarsi e affidarsi all’altro. E’ così che ogni coppia diventa un “caso disperato”.

Forse all’inizio non siamo consapevoli di ciò che stiamo facendo, perché illuminati e riscaldati dal bagliore degli effetti benefici. Facciamo scelte e cambiamenti anche importanti, che a volte hanno il sapore della rinuncia, convinti che verremo ricambiati, che ogni fatica verrà curata e ripagata, perché l’altro, come noi, ci ama sopra ogni cosa…
Passano i mesi, passano gli anni e tante cose succedono, o al contrario non succedono rispetto a come le avevamo pensate. I piedi, più o meno velocemente, tornano a toccare la terra. C’è chi prende una storta e c’è chi cade per terra. Che cosa è successo? Dov’è andato a finire l’amore? Dov’è andata a finire la persona di cui ci eravamo innamorati e affidati?

Iniziano i bilanci, la lista delle “entrate” e delle “uscite”, le parole di sempre assumono significati nuovi: ciò che fino a poco prima veniva taciuto e sopportato, diventa motivo di discussione. Da fonte di benessere, in poco tempo l’altro si trasforma in fonte di incomprensione, non ascolto, di recriminazioni e accuse che feriscono e costringono a reagire. Ben presto la coppia diventa un ring dove ognuno si concentra, con uno schema fisso e in una sorta di disco incantato, a “incassare”e a “infliggere” colpi.

7 consigli per utilizzare le extension di OxY

Usatele, ma usatele bene.

Immagina, che cosa avresti fatto con le tue bambole se gli fossero cresciuti i capelli? Forse li avreste tagliati, dipinti, rasati o tutte le cose più strane che una ragazza possa immaginare. Quel desiderio era una sorta di sostituzione con quello che hai sempre voluto fare con i tuoi capelli: cambiarli a piacimento. Ma la crescita naturale dei capelli è un processo lento, ecco perché ci si ferma e non si sperimenta.

Ma è proprio a questo che servono le extension di OxY, grazie a loro possiamo fare quello che vogliamo con i nostri capelli e tornare ad averli più o meno a lunghi come vogliamo. Tuttavia abbiamo sempre il timore che non sembrino naturali, pieni di fibre sintetiche e anormali come appunto quelli di una bambola e probabilmente con un aspetto trascurato e anche sporco, non sai come usarle correttamente, non sai come dare loro uno stile naturale e quali cose da considerare per prendersi cura della loro qualità?

A differenza di qualsiasi trucco di bellezza, le extension di Oxy non dovrebbero essere riconoscibili. Se i capelli sembrano artificiali, perdono tutto il loro fascino. Bisogna impedire che ciò accada!

Non importa se avete i capelli lunghi

Le extensioni non sono solo per le ragazze con i capelli corti. Anche se si dispone di una buona lunghezza, il loro utilizzo vi darà più volume facendo sì che il vostro aspetto migliori all’istante.

Colore e struttura: la priorità

Colore e texture sono le priorità nella scelta delle extension, è necessario prestare molta attenzione con le sfumature – ricordate di evitare di farli sembrare falsi. Allo stesso modo, se avete i capelli ricci, non indosserete i capelli lisci e viceversa.

Pensa alle tue esigenze

Li vuoi per una sola notte, oppure li indosserai ogni giorno per lavorare? È necessario considerare che tipo di utilizzo che ne farai. Se è solo per qualche ora, i capelli artificiali sono una valida alternativa, ma se è per uso quotidiano, dovrete investire in capelli naturali.

Non solo in lunghezza

Usare le extension non significa che si dovrebbero sempre fare acconciature che si estendono in lunghezza, si può improvvisare con acconciature raccolte in coda, mezza coda e toupè. Non c’è limite.

Capelli puliti e sani, sempre

Proprio come i vostri capelli dovrebbero sembrare naturali, così dovrebbero farlo le extension. L’unico modo è quello di mantenere i capelli sani. Anche se non sono naturali, è necessario pettinarli regolarmente, lavarli e proteggerli costantemente.

Evita l’uso di clorurati e acqua salata

Il sale marino e il cloro delle piscine danneggiano i vostri capelli, sia naturali che artificiali, e dovreste evitarlo il più possibile. In questo modo le estensioni dureranno molto più a lungo.

Non toccare sempre i capelli.

Sì, sono i capelli nuovi, favolosi… Ma fermatevi, non toccateli sempre. Questo non farà che renderli scomodi e rischiare di farli cadere a metà giornata. Non vogliamo che questo accada.

Le estensioni non sono solo una sorta di stampella per la persona con una chioma non perfetta. Vi daranno lo stesso senso di libertà e creatività che avete avuto da bambini, di reinventare le cose che avete visto intorno a voi. E’ anche un modo per aiutare i tuoi capelli naturali a non essere danneggiati: finalmente puoi dimenticare l’usura del colorante e i momenti difficili che hai attraversato.

 

 

I trucchi del Consulente SEO specialista

E veniamo alla seconda parte dell’articolo sugli headings. Riflessioni sacrosante, alle quali ho aggiunto il mio commento si Consulente SEO specialista e sottolineato un particolare da non dimenticare. Cercare un giusto compromesso fra semanticità, accessibilità e Seo www.francodane.it.

E come la mettiamo con h1? Sono indeciso. Da un lato, è il livello radice, il primo in assoluto. Però, non è il nome del sito, è il titolo principale del documento corrente. E in siti come questo, il titolo principale del documento corrente non è il titolo del post? Se uso invece di vado contro le regole di HTML? Eppure a me sembra proprio che ogni post dovrebbe avere come titolo . Ci penserò ben bene.

Inoltre, da un punto di vista accessibilità, perché uno se lo deve sentir ripetere a ogni pagina se c’è già nel ? A parte la noia, non viene fornita alcuna informazione utile.

Mia riflessione:

Sai, secondo me entra in gioco anche un’altra cosa in questo caso: la SEO. Infatti dipende molto anche dagli obbiettivi del sito, se si vuole “pompare” sul nome del sito tramite l’h1 o se si vuole dare maggiore importanza ai titoli degli articoli.

Ad esempio wordpress, con “all in seo pack” ci insegna che la pagina che parla di un determinato argomento avrà già il title che entra subito in argomento, pertanto ribadire poi con un h1 il titolo del sito può essere utile in questo caso, ma poi per i “vedenti” ripetere il titolo dell’articolo con un h2 diventa poi indispensabile, seppur ridondante per i non vedenti.

meglio ripeterle, anche perchè i title mica li leggono tutti, e poi è buona regola per l’indicizzazione, è importante che title e h1 contengano le stesse parole….

7 luglio 2008 controriflessione: dove ho detto di togliere qualcosa? Pur non partendo da un punto di vista SEO, che non può essere il principale parametro di progetto, mi sembra che alla fine le mie considerazioni portino a una revisione dell’uso del tag h1 che coincide *anche*, automaticamente con le necessità della seo. Aggiungerei dell’altro: i template di wordpress quasi mai prevedono un title per i permalink. Aggiungerli è abbastanza semplice, anche se bisogna lavorare su php. Ma anche qui, le richieste dell’accessibilità coincidono con l’ottimizzazione del sito. Ha ragione Zeldman, Google è un nababbo cieco.

7 luglio 2008 ciao livio! sisì, avevo capito che non intendevi eliminare l’h1 non sei stato frainteso 😉

marketingper quanto riguarda wp, il titolo per i permalink è sufficiente settarlo grazie alla plugin “all in seo pack” o come dicevi tu agendo manualmente nel template.

in ogni caso concordo con Zeldman 😀

7 luglio 2008 io concordo sul fatto che in ogni documento debba esserci un solo tag h1, in quanto è l’elemento root della pagina. Ho dato uno sguardo alla home di Livio togliendo gli stili (shift+ctrl+s 🙂 )e in verità non la trovo semanticamente corretta…

– Lauryn

7 luglio 2008 @Laura: sì, nel precedente articolo faceva presente che il suo alberto non è granchè, ma per ogni blog penso sia così…

7 luglio 2008 parliamone: perché non la trovi semanticamente corretta?

– Mauro Accornero

7 luglio 2008 Stupida osservazione, il dubbio mi sembra sia “da dove faccio partire l’h1?” cosiderato però che gli h sono 6 è corretto pensare che questi siano stati pensati per fornire sufficienti tag per titoli e sottotitoli. In base a questo io penserei che è corretto riservare all’h1 il titolo del sito h2 titolo della sezione per esempio , h3 titolo dell’articolo e h4 sottotitolo. Così la gerarchia dei tag è rispettata mantenendo un ordine in base agli insiemi logici di struttura dei dati.

– Sergio

7 luglio 2008 Concordo con Mauro, credo sia la lettura più corretta.

– ADVsha

7 luglio 2008 Effettivametne la logica di Mauro è corretta, oltre ad uso più ampio del tag H è più semantica.

– Alex

7 luglio 2008 umh… onestamente non ho mai approfondito più di tanto la tematica. Considerando il fatto che h1-h6 sono tag usati per essere “intestazioni” di qualcosa, considerando poi che hanno un importanza decrescente è logico che h1 dovrebbe essere usato per il nome del sito e h2 per il titolo della pagina… Ovviamente se stessimo parlando di un quotidiano cartaceo l’h1 sarebbe riservato al nome del giornale sulla prima pagina e non ci sarebbe necessità di ripeterlo nelle pagine interne ma sul web si può entrare nel sito da una qualunque pagina quindi la ridondanza è d’obbligo. Per quanto riguarda l’accessibilità è doppiamente utile ripetere h1 per il nome del sito in tutte le pagine (spesso il title non continene solo il nome del sito ma anche una declinazione del nome della pagina in cui ci troviamo mantre l’h1 diventa un “ancora costante che mi indica che sono ancora sul sito in oggetto). Da un punto di vista SEO si potrebbe avere la tentazione di piegare H1 al proprio tornaconto (essendo uno dei tag più “pregevoli”, anche se c’è chi ritiene che gli h2 siano più importanti).

– Laura De Masi

7 luglio 2008 @livio: la risposta l’ha data mauro

– Manuxxon N

7 luglio 2008 Anche io concordo con Mauro, uso h1 sempre per il titolo del sito e via via gli altri per i titoli di sezioni, articoli ecc…

Caricamento…

Reply

– Livio

8 luglio 2008 Bè, se le cose stessero così certo sarebbe tutto molto più facile. Il problema è che un sito non è né un giornale né un libro… e nemmeno dal punto di vista dell’accessibilità il fatto che il nome del sito sia in h1 serve a qualcosa. Io credo che per consuetudine si sia portati a derivare le proprie scelte da quello che si fa in un wp, il titolo 1 è il titolo del documento, e via a seguire. Ma una pagina web e un sito non sono un libro e i suoi capitoli, e non c’è nessuna necessità di ridondanza via h1. Nemmeno da un punto di vista semantico la scelta di usare h1 per il nome del sito è richiesta dalle specifiche o necessaria. A me non pare tutto così lineare e semplice, ma ovviamente è soltanto la mia opinione.

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Idee regalo per lui ecosostenibili ed ecologiche

Vuoi fare regali sostenibili? Fai un’esperienza!

E se è condivisa meglio!

Ad esempio? Dona qualcosa di spettacolare come un viaggio (magari approfittando delle nuove opportunità di alloggio gratuito grazie ad alcune piattaforme di scambio di case online), a una bella colazione a casa. Altre idee?

Biglietti per un concerto o qualsiasi altro spettacolo, l’esperienza speciale di una cena in case privatea due, una passeggiata in montagna con picnic, una sessione in una spa, un massaggio, l’iscrizione ad un corso … lascia volare la tua immaginazione!

Fai da te: una splendida opportunità di regalo per l’uomo che ama la manualità!

Non ci sono regali più eco sostenibili di questi. Internet è un oceano di tutorial. Pinterest una scatola di infinite sorprese. Ma puoi realizzare cosmetici fatti con le tue mani. Una crema Idratante preparata da te con tutto l’amore, (o una crema per il corpo più sofisticata). O qualsiasi altra cosa tu sai (o puoi imparare) a fare!

E, naturalmente, puoi anche regalare qualcosa di delizioso da mangiare.

Che ne dici di regalare un cesto di cose gustose, prodotti locali e magari biologici? Donare un cesto di prodotti tipici ad esempio è un classico e può essere un grande successo. Evita cibi lavorati e confezionati in plastica, e prepara qualcosa di carino con tanto amore. Anche un cesto di frutta può essere un dettaglio prezioso e uno dei doni più ecologici che si possano immaginare immaginare!

Compra un regalo speciale con la testa

Ok. Vuoi fare un regalo, vuoi che sia nuovo, vuoi che sia tangibile. È un’opzione valida, purché acquisti con la testa. Qualcosa che, per il resto, dobbiamo applicare sempre e in ogni atto di consumo. Ma pensate a diverse cose importanti prima di prendere il solito portafogli o la cintura, cerchiamo invece di trovare regali per lui che siano utili, usabili a lungo e magari ecologici.

Alcune idee per comprare un buon regalo ecologico :

Scegli qualcosa di cui l’altra persona ha davvero bisogno.

Osserva, pensa, prova a porre domande sottili, parla con qualcuno che può darti un indizio. Forse troverai qualcosa di cui hai veramente bisogno, e farai sicuramente jackpot.

Scegli un regalo che possa aiutare l’altra persona a compiere cambiamenti positivi nella sua vita.

Esattamente. Un regalo che può aiutarti ad essere un ospite migliore di questo pianeta.

Due regali in uno

Se hai deciso di investire denaro per fare un regalo, rendilo anche una buona opportunità per sostenere una buona causa. Da una ONG o qualsiasi altro progetto sociale, ad una piccola impresa che si sforza di dare il meglio di sé contro ogni previsione. In breve, pensate attentamente prima di scegliere e se possibile approfittate delle offerte se sono conformi con quello che state cercando, ma non lasciare che le offerte ti comprino! godersi il ​​meglio delle feste, spesso è condividere con familiari e amici!

Quale di questi sceglierai?

Hai visto che ci sono molte e alternative idee regalo per lui che vanno oltre una cravatta, una camicia o lozione. E solo una questione legata alla fantasia e alla creatività, il vostro compito sarà dunque quello di analizzare quale di loro si adatta meglio a lui e che si riesca a sorprenderlo e a condividere insieme un momento di felicità.

 

 

Criteri di scelta della scuola di recupero anni scolastici a Torino

In questo articolo, dunque, vi spiegheremo come funziona il recupero degli anni scolastici nelle scuole pubbliche e quali sono i metodi migliori per recuperare anni scolastici persi in breve tempo: al giorno d’oggi, infatti, esistono corsi che consentono di preparare intere discipline in poche settimane, in modo tale che l’allievo possa facilmente “rimettersi al passo”. È capitato a tutti di attraversare un periodo difficile, magari per problemi di salute, per motivi economici o per il divorzio dei genitori: quando ciò accade, il rendimento a scuola (o al lavoro) cala nettamente, e potremmo avere bisogno del recupero anni scolastici scuola pubblica, attraverso un sistema affidabile e riconosciuto, come quello proposto dall’Istituto Impariamo.

Uno dei sistemi più accreditati, come vedremo, è proprio quello di  un Istituto che offre lezioni speciali per gli studenti che desiderano conseguire il diploma della scuola pubblica, concentrando tutti gli argomenti in uno o due anni di studio: vedremo insieme “recupero anni scolastici come funziona” e vi forniremo le testimonianze di alcuni ragazzi che sono riusciti ad ottenere grandi risultati in modo semplice, veloce… ed economico!

Quella dell’abbandono scolastico, dunque, è una questione molto seria e delicata, dato che si conta che, ogni anno, centinaia di studenti lascino a metà il proprio percorso, o non proseguano oltre il periodo dell’obbligo: per fortuna, oggi esistono Istituti privati, come Istituto Impariamo, che rendono facile il superamento delle difficoltà e delle lacune, in modo tale che gli allievi possano “rimettersi in carreggiata” e giungere al diploma nel giro di pochissimi mesi.

Una bocciatura o un ritardo negli studi, pertanto, non è più un dramma perché, con il metodo offerto da tali Istituti, tutti riescono ad ottenere i risultati desiderati in breve tempo!

Istituto Impariamo è un Istituto privato presente nelle principali città italiane, da Roma a Milano, da Napoli a Palermo, che offre corsi su misura per recuperare gli anni scolastici persi: le lezioni sono tenute da docenti qualificati e si rivolgono ad allievi di qualsiasi età.

Il metodo funziona perché si adatta alle esigenze di ogni studente, ed è in grado di fornire un’istruzione completa ed efficace, che va ben oltre le semplici nozioni: l’obiettivo dell’Istituto, infatti, è portare i ragazzi a superare i propri limiti e le difficoltà legate all’apprendimento, investendo sul potenziale intellettivo e sulle capacità personali.

Inoltre, grazie ai suoi sistemi collaudati nel tempo, Grandi Scuole permette di concentrare gli argomenti di più anni scolastici in uno solo, in modo tale che l’allievo possa rimettersi facilmente “al passo” con i suoi compagni e recuperare velocemente il tempo perduto.

Istituto Impariamo si rivolge sia a chi vuole colmare le proprie lacune e migliorare il proprio rendimento, sia a chi desidera conseguire il diploma della scuola pubblica o riprendere il percorso scolastico lasciato a metà; i corsi comprendono tutte le materie degli Istituti Superiori (Liceo Classico, Scientifico e Linguistico, Istituti Tecnici ed Alberghieri, Scuole Professionali, ecc.) e delle Medie Inferiori, e si svolgono sia nelle ore pomeridiane che in quelle serali, per consentire anche ai lavoratori di frequentare, senza che ciò interferisca con gli orari di lavoro.

A questo punto, veniamo ad alcune domande che, sicuramente, interesseranno a tutti coloro che intendono frequentare i corsi Grandi Scuole. Il metodo proposto da questi Istituti funziona davvero? In altre parole, è possibile il recupero anni scolastici scuola pubblica nel giro di pochi mesi? Quanti studenti riescono realmente a conseguire il diploma con buoni risultati?

Stando alle statistiche, la maggior parte degli iscritti supera gli esami di maturità al primo colpo, ottenendo anche un voto soddisfacente, e risultati simili valgono per gli allievi che vogliono migliorare la media dei voti o individuare un metodo di studio efficiente: Istituto Impariamo si fonda, infatti, su uno staff di altissimo livello, composto da insegnanti professionisti, e sull’utilizzo delle moderne tecnologie (computer, proiettori e slide, quiz istruttivi ed interattivi), che rendono più immediato, semplice e stimolante l’apprendimento.

Recupero anni scolastici scuola pubblica: le Conclusioni

Concludendo, il recupero anni scolastici scuola pubblica è più semplice del previsto, se ci si affida ad un Istituto serio e competente. Per ottenere un buon risultato, infatti, a volte non bastano l’impegno e la buona volontà, ma servono un metodo ben collaudato ed un team di insegnanti in grado di coinvolgere e stimolare gli allievi.

In questo modo, anche gli studenti in difficoltà possono sviluppare appieno il proprio potenziale e raggiungere il traguardo di un diploma con un buon voto: una garanzia importante per il futuro personale e per la propria carriera lavorativa!

valido psicoterapeuta a torino

I disturbi psicologici sono all’ ordine del giorno. Noi tutti conosciamo qualcuno che ha sofferto, non importa quanto leggero. O anche noi potremmo essere stati quelli che hanno sofferto o soffrono di psicopatologie oppure che ci rivolgiamo a uno psicoterapeuta Torino.Viviamo in tempi difficili, anche se ciò non significa che gli altri tempi siano stati facili. Ieri l’ autoritarismo dei poteri, le epidemie o l’ intolleranza religiosa hanno reso difficile vivere nel mondo. Oggi ci troviamo in un ambiente molto più democratico e con maggiori strutture per affrontare la vita quotidiana.

Al contrario, siamo ora esposti a nuove e innumerevoli difficoltà derivanti principalmente dal ritmo di funzionamento del mondo, dal sovraccarico di stimoli esterni e dal sovraffollamento delle città. Tutto questo impone molte sfide alla mente, e non siamo sempre in grado di superare con successo queste realtà.
“Il dolore mentale è meno drammatico del dolore fisico, ma è più comune e anche più difficile da sopportare”.
C. S. Lewis-

Mai prima d’ ora siamo stati così esposti ai disturbi della mente e delle emozioni come siamo ora. La malattia mentale è aumentata significativamente negli ultimi anni e non vi sono segni di arresto del suo aumento.

I disturbi psicologici sono molti e vari. Ma, secondo diversi studi, questi sono i disturbi psicologici con la più alta incidenza degli ultimi anni.

Disturbi dell’umore

Sono definiti come l’ insieme di emozioni sostenute che definiscono l’ atteggiamento nei confronti della vita. Sono come il colore con cui dipingiamo situazioni. E oggi ci sono molte persone nel mondo che hanno scelto il grigio.

La depressione è il disordine più diagnosticato nel mondo e la seconda causa principale di assenteismo sul lavoro in tutto il mondo. Può causare non solo sintomi psicologici ma anche fisici, e può addirittura diventare cronica.

Così, i casi di “depressione maggiore” sono sempre più ricorrenti, uno stato d’ animo in cui la tristezza non si ritira, e c’ è una costante sensazione di stanchezza, difficoltà di concentrazione e disturbi che cadono addormentato o mantenere riposante sonno. Un problema serio che riguarda tutti gli aspetti della vita quotidiana.
Disturbi della personalità

La personalità comprende tutti quei tratti che sono specifici di ogni individuo e che definiscono il suo comportamento sul piano sociale. Negli ultimi tempi si è registrato un aumento significativo dei problemi in questo settore.

È aumentato il numero di personalità antisociali. Sono persone che non seguono le regole, che non hanno alcun rispetto per gli altri e non provano alcun rimorso. In caso contrario, sarebbe molto difficile cercare di spiegare alcuni fenomeni come gli abusi, per esempio.

Sono aumentati anche i casi di “personalità borderline”, caratterizzati da impulsività, instabilità, difficoltà di gestione della rabbia e forte paura dell’ abbandono. Questo disordine sarebbe alla base della forte crisi della coppia che vive oggi in alcune relazioni.

Disturbi alimentari

Il cibo è diventato una questione problematica per il mondo contemporaneo. Piuttosto che un disagio associato al culto della bellezza o all’ invasione della società dei consumi, i problemi alimentari esprimono importanti contraddizioni nel legame che è stato costruito con la madre.

In generale, questi tipi di disturbi psicologici riflettono un modo di ribellarsi contro l’ eccessivo controllo, l’ abbandono o la mancanza di amore. Problemi come l’ anoressia e la bulimia, i due disturbi alimentari più comuni, sono più comuni nelle donne.

Disturbi psicologici dell’ ansia

L’ ansia è una risposta naturale agli stimoli stressanti, ma può diventare un disturbo molto grave. In questa categoria sono raggruppati insieme vari problemi che hanno in comune la presenza di una profonda angoscia, che non cede in modo naturale e che riesce ad ostacolare il normale sviluppo della vita di una persona.

 

L’ ansia si manifesta in molti modi: come ossessioni su cui non si ha alcun controllo; come accessi di orrore e impotenza in situazioni che non sono minacciose da sole; come sensazioni fisiche in cui si sperimenta un vuoto insopportabile; o come fobie ad oggetti irrilevanti o assurdi. Possono persino verificarsi attacchi di panico.
“Emozioni inespresse non muoiono mai. Sono sepolti vivi ed escono più tardi in modo peggiore”.
Sigmund Freud.

Tutti questi problemi hanno aumentato la loro prevalenza e sono in aumento. La situazione è preoccupante, soprattutto considerando che la maggior parte di essi rimane senza cure specialistiche e che quelli indicati sono solo una parte dei disturbi psicologici che possono verificarsi.

Quando è utile rivolgersi a uno psicoterapeuta?

In generale, la gente pensa allo psicologo come un meccanico che visita pazzi (“la testa non funziona bene”), cercando di essere riparato.

La verità? Vorrei che avessimo quella capacità, il nostro lavoro sarebbe stato ancora più gratificante di quello che è, ma la realtà deve essere corretta in due punti qui e, coloro che desiderano studiare questa bella carriera o che lo stanno già facendo, dovrebbero essere i primi a capire questo importante dettaglio

Le persone che si rivolgono allo psicoterapeuta non sono pazze e gli psicoterapeuti non risolvono i loro pazienti. Sebbene questo errore sia comprensibile nel concetto di psicologia perché, in generale, il paziente ricorre allo psicoterapeuta quando si sente mal funzionante, cercando una soluzione al suo problema, sperando che con alcuni suggerimenti del tipo “pensa questo e non quello” (quali strumenti sono inseriti in un’auto), i problemi scompaiono e tutto torna alla normalità.

Quando è utile rivolgersi a uno psicoterapeuta

Il paziente o il cliente (per rimuovere quell’assunzione di ferita o malato) non è una persona pazza che deve essere aggiustata, non è come la macchina, la lavatrice o il frigorifero, quando inizia a funzionano male, mettono degli attrezzi e gonfiano! Inizia a camminare bene. No, la persona è un essere interessante, un soggetto dinamicamente complesso e attivamente impegnato nel processo di miglioramento, si potrebbe dire che non si lavora “nell’argomento”, ma con il soggetto, che deve fare la sua parte.

Altri vedono lo psicoterapeuta come un chirurgo che è chiamato a rimuovere il “tumore” che hanno nelle loro vite, quella parte tossica della loro personalità o quel disagio che sta soffrendo, essendo come nuovo dopo una terapia / chirurgia e portando a casa solo le “parti salutari della sua personalità”. Sarebbe bello farlo, con solo un paio di esercizi tutto nella vita del paziente / cliente migliorerebbe ma, sfortunatamente, l’apparato psichico non funziona in quel modo, non può essere diviso in parti e funziona solo con alcuni, è un tutto inviolabile , anche se può cambiare il modo in cui funziona, non puoi mai cambiare “il pezzo” o rimuovere l’organo che non ti piace.

Tuttavia, un modo migliore di pensare a ciò che fa lo psicoterapeuta è vederlo come un assistente riabilitativo, forse un kinesiologo o chiropratico della mente. Lo psicoterapeuta aiuta il suo paziente / cliente a sviluppare punti di forza, gli insegna a lavorare con le sue debolezze. Abbiamo tutti dei limiti (per la nostra personalità, la nostra genetica, la nostra educazione, le nostre esperienze di vita, ecc.) E mentre cerchiamo di fare il meglio che possiamo con ciò che abbiamo, potremmo aver bisogno di aiuto per fare ancora meglio, lo psicoterapeuta può consegnarlo guida per trovare nuovi modi di fare le cose, per acquisire nuova forza o, addirittura, per recuperare quelli che erano andati perduti.

Il lavoro dello psicoterapeuta è lento, è un processo doloroso, dal momento che il paziente / cliente è quello che deve fare il lavoro, nessun altro può farlo per lui, per te, ci sarà lo psicoterapeuta che ti guida in quel processo, incoraggiandoti e presentandoti con nuove sfide. La riabilitazione fisica è di sviluppare il corpo poco alla volta, passo dopo passo, lentamente, una buona psicoterapia dovrebbe essere un processo simile alla mente, aiutando a sviluppare muscoli mentali ed emotivi come pazienza, tolleranza, perseveranza, coraggio e l’accettazione La cosa più importante è che, alla fine, ogni paziente deve sviluppare il proprio lavoro, così un buon terapeuta promuoverà l’autosviluppo, contribuendo a creare punti di forza e abilità per la vita.

Sicuramente ci sono molti altri modi per vedere il psicoterapeuta e il suo lavoro, ma questi sono quelli che Jennifer offre nella sua pubblicazione, qualcosa da tenere in considerazione come pazienti e come terapisti (o futuri terapeuti). Penso che sia anche importante notare che il lavoro dello psicologo non è limitato alla sola psicoterapia, ma che può essere materiale di un nuovo articolo.

 

 

Diritto all’Eredità: aspetti chiave da prendere in considerazione

Il momento di lasciare questo mondo viene per tutti noi ed è chiaro che dal momento in cui nasciamo inizia questo conto alla rovescia. C’è chi si è preparato prima della morte, cioè ha redatto il testamento e ha lasciato l’eredità ai propri cari o alle persone di cui si è fidato. Tuttavia, c’è anche chi alla fine abbandona la questione dell’eredità e della successione, il che rende il processo un po’ difficile.

Possiamo assicurarvi che a nessuno piace pensare alla propria morte, ma è un problema che dobbiamo affrontare con serenità e obiettività, perché non solo è in gioco la nostra scomparsa da questo mondo, ma anche i nostri averi, le nostre proprietà e le nostre imprese.

Eredità e successione: cosa devo considerare?

Anche se siamo giovani, dovremmo pensare alla nostra volontà o, se non vogliamo avventurarci così presto, possiamo analizzare a chi erediteremo le nostre proprietà e i nostri averi e a chi faremo la successione di qualche azienda.

Un avvocato a Torino (www.legale-torino.it)può aiutarti a prendere queste e molte altre decisioni, soprattutto se non sai molto su questo settore legale. Per questo motivo, prima di iniziare questo processo, vi presentiamo gli aspetti chiave che dovete prendere in considerazione quando scrivete il vostro ultimo testamento.
Mantenere sempre in ordine i documenti

Documenti come i certificati di nascita, l’identificazione ufficiale e altri documenti di validità ufficiale dovrebbero essere controllati con una lente di ingrandimento, in quanto qualsiasi errore in una lettera o segno potrebbe rovinare l’intera procedura, renderla noiosa o addirittura impossibile.
Analizzare bene chi si sta per ereditare i propri effetti personali da

Potreste sentirvi felici con il vostro partner in questo momento, ma potrebbe non esserlo in futuro. Ricordate che la vita va avanti e indietro, quindi non prendete decisioni quando siete felici o arrabbiati. Prendetevi un momento per decidere chi merita davvero i vostri averi.
Trova un buon avvocato

Questo è forse l’aspetto chiave più importante, in quanto è necessario avere un alleato che cerchi i propri interessi. Se siete alla ricerca di un avvocato a Madrid, abbiamo il meglio in questo e in tutti gli altri settori giuridici, in modo da potervi garantire che i vostri beni saranno al sicuro con noi.

Ricorda che solo tu hai l’ultima parola, quindi non lasciare che qualcun altro decidere il destino dei tuoi effetti personali e delle proprietà.

Per maggiori info visita il sito www.legale-torino.it

recupero anni scolastici senza obbligo di frequenza

La fine dell’ anno scolastico si avvicina, e per alcuni studenti e genitori è un momento stressante in quanto si trovano di fronte alla possibilità di perdere l’ anno. Gli studenti più colpiti sono quelli della quinta classe, che quest’ anno dovrebbero consolidare le competenze e le abilità acquisite durante la fase scolastica. Come specialisti dell’ istruzione e formatori di futuri professionisti, il nostro dovere è quello di promuovere il benessere e lo sviluppo della comunità; in questa opportunità, forniamo alternative affinché gli studenti possano procedere al recupero degli anni scolastici nel miglior modo possibile”.

Su www.istitutoimpariamo.it Avere una buona comunicazione con gli insegnanti, rafforzare il contenuto con video educativi e sviluppare un programma di attività a casa sono alcune delle tecniche che i genitori dovrebbero prendere in considerazione per il recupero degli anni scolastici dei loro figli.

E’ anche comune per i giovani di nascondersi in altre attività come il fumo, bere, dormire in eccesso, dove cercano di evitare la situazione,”dice lo specialista per il quale dovrebbe essere chiaro che non tutte le persone reagiscono allo stesso modo.

 

Non minacciate di rimuoverli dallo studio, ma cercate subito una scuola, soprattutto se lo studente sceglie perché a volte l’ ambiente non è favorevole.

Ci deve essere un atteggiamento riparatore da parte dello studente. Vale a dire, non una punizione in quanto tale, ma è chiaro che deve correggere questo atteggiamento. A tal fine, devono essere fissati obiettivi che siano raggiunti (meno di permessi lunghi, meno indennità, ecc. Le punizioni in cui l’ intera famiglia finisce colpita non lavorano, come la cancellazione delle vacanze.

Esaminare il processo di follow-up che i genitori hanno fatto ai loro figli perché a volte atteggiamenti come le chiamate scolastiche o le note non presidiate possono causare questa situazione. In questo modo, prendere misure preventive.

Una volta iniziato l’ anno scolastico

Durante le vacanze di dicembre è quasi impossibile incoraggiare lo studio, ma una volta arrivato gennaio, creare un curriculum per il tempo libero e una volta che inizia l’ anno scolastico. Non aspettatevi che il vostro bambino sia in cima alla classe perché sta ripetendo. In questa fase, perdono e dimenticanza avrebbero già dovuto essere generati. Non per mettere di nuovo in faccia quel tempo, ma per imparare da esso.

Studenti: come assumerlo e come dirlo

Si supponga di aver perso un anno scolastico e non un anno di vita.

  • Assumere con l’ apprendimento e fare un’ autovalutazione per guardare il lato positivo della situazione e continuare verso una nuova opportunità.
  • Non propensione alla diserzione accademica o alle scuole semestrali.
  • Parlare con i genitori in un momento di calma e profondo rispetto per i loro sentimenti, in quanto il padre non solo fa un investimento monetario, ma ha anche illusioni e aspettative con i suoi figli.
  • Non solo per venire con la notizia della perdita dell’ anno, ma per offrire loro soluzioni e un piano di emergenza.

Genitori: come riceverli

Avere un atteggiamento di ascolto. Tenete a mente che tutti hanno commesso errori e sentito “ti ho detto così”.

Non minacciate di rimuoverli dallo studio, ma cercate subito una scuola, soprattutto se lo studente sceglie perché a volte l’ ambiente non è favorevole.

Ci deve essere un atteggiamento riparatore da parte dello studente. Vale a dire, non una punizione in quanto tale, ma è chiaro che deve correggere questo atteggiamento. A tal fine, devono essere fissati obiettivi che siano raggiunti (meno di permessi lunghi, meno indennità, ecc. Le punizioni in cui l’ intera famiglia finisce colpita non lavorano, come la cancellazione delle vacanze.

Esaminare il processo di follow-up che i genitori hanno fatto ai loro figli perché a volte atteggiamenti come le chiamate scolastiche o le note non presidiate possono causare questa situazione. In questo modo, prendere misure preventive.

Metodo di recupero degli anni scolastici

Spieghiamo qui cinque tecniche importanti che i genitori dovrebbero applicare per aiutare i bambini a recuperare il tempo perduto:

  • 1 informarsi. Richiedere nel centro educativo le materie che saranno realizzate mensilmente per sapere quale sarà il percorso del programma scolastico.
  • 2 Suggerimenti. Propone che gli insegnanti diano la priorità alle aree della comunicazione, della logica-matematica, della scienza e della cittadinanza a livello secondario e della comunicazione e della matematica a livello primario.
  • 3 Conversare con i ragazzi. Parlate con loro delle questioni apprese e seguite il loro processo di recupero per rispettare gli impegni accademici dell’ anno.
  • 4 Video Educativi. Scegliete video didattici e giochi di ruolo che permettano di lavorare in parallelo e rinforzino i temi sviluppati in classe.
  • 5 Organizzare i vostri studi a casa. Creare un programma di ore dedicate allo studio a casa.

Terapia Di Coppia: Psicologia Clinica E Psicoterapia Torino

Alcune coppie hanno consapevolezza del proprio disagio e ciò le spinge a maturare una richiesta d’aiuto congiunta che consenta di intraprendere un percorso terapeutico insieme. La Psicoterapia risulta indicata per i trattamenti di stati ansiosi, stati depressivi, disturbi di personalità, difficoltà relazionali, forme di disagio emotivo e psicologico di differente gravità. Ad oggi, ancora per molti secondo lo Studiontc, la Psicologia e la Psicoterapia sono un tabù e di frequente riecheggia un interrogativo:“Cosa farà mai uno strizzacervelli più di un caffè con un buon amico? La psicoterapia serve ad affrontare circostanze esterne o aspetti di sé che generano disagio, per esempio una situazione stressante, un evento traumatico o aspetti del proprio carattere. Ogni piccolo gesto o parola diventa fonte di malcontento o un pretesto di litigio e la quotidianità, in tutte le sue manifestazioni, comincia a trasformarsi in disagio, intolleranza, insoddisfazione, conflitto di coppia. Un’altra situazione, spesso problematica, che può esser fonte di crisi per la coppia è l’intrusione della famiglia d’origine nello svolgere delle attività quotidiane.

  • Ci si trova in un _momento di transizione_ della propria vita,
  • Ore di Corso (500 per anno)
  • è in grado di aiutare a pensare alle difficoltà e ai problemi in modo nuovo ed edificante;
  • Problemi correlati al public speaking e alla comunicazione in senso lato
  • – Pausa + Donna
  • Coppie in cui un partner sia portatore di gravi sintomi (depressione, fobie, attacchi di panico)

La Psicoterapia in quanto forma di apprendimento, promuove gli effetti neuroplastici, stimola la crescita neurale fornendo le basi per un cambiamento durevole. Quanto dura una psicoterapia? Ma la psicoterapia è utile? Perché, se è presente una crisi della relazione, è meglio chiedere una psicoterapia di coppia e non una terapia individuale? Capita anche frequentemente che le coppie chiedano di essere aiutate nel loro ruolo di genitori: di fronte a bambini o adolescenti che mettono in crisi le competenze genitoriali suscitando nei coniugi un forte senso di impotenza, frustrazione, rabbia. In altre situazioni invece, le coppie possono necessitare di un aiuto nella gestione del rapporto con le proprie famiglie d’origine magari troppo intrusive nella vita dei due partners o complesse nel modulare le distanze dai figli . La modalità di relazionarsi dei due partners può diventare sempre più aggressiva e litigiosa o sfocia in una progressiva forma di allontanamento che ha come risultato l’indifferenza, nell’illusione che quest’ultima ci permetta di soffrire di meno.

La Neurogenesi è il risultato del fare esperienza, qualsiasi variazione nei processi psicologici e cognitivi apporta modificazioni nelle funzioni e nelle strutture del cervello stesso. Tale condizione è sostenuta dalla Neurogenesi, dalla possibilità del cervello di formare nuove cellule cerebrali. I neuroni sono continuamente generati da cellule staminali in alcune regioni del cervello per tutto l’arco di vita nella maggior parte dei mammiferi. La nascita di una coppia definisce in modo naturale i propri confini, all’interno dei quali viene a crearsi una relazione intima e un’alleanza speciale da cui nasce la prospettiva di un futuro insieme. Tutte le coppie vivono momenti di contrasto, il conflitto è sempre presente nel rapporto a due, ma cambia il modo di affrontarlo. Come psicoterapeuti psicologi a Torino, osserviamo che in alcuni casi la coppia non riesce a riequilibrare la situazione e a ristabilire quella complicità a due che porta a rivolgersi al compagno/a in modo unico e preferenziale.

Anche in questo caso, una psicoterapia di coppia può costituire un valido aiuto in grado di influenzare favorevolmente i rapporti con i rispettivi parenti. La psicoterapia può essere focalizzata su problemi specifici o può avere un approccio di tipo più olistico. Quando una coppia adotta strategie funzionali nella gestione del conflitto si rafforza il senso di unione e fiducia reciproca, nella consapevolezza che i problemi si possono affrontare anche quando c’è disaccordo. Perché la relazione di coppia duri nel tempo è necessario mantenere un certo grado di complicità e fiducia che permette ai singoli partner di continuare ad investire affettivamente nel rapporto. La terapia di coppia può aiutare nella comprensione delle componenti psicologiche che gravano maggiormente nel conflitto e portano sofferenza nella relazione. E questo significa che la terapia deve incorporare una base sicura. In queste circostanze, scegliere di cominciare un percorso di coppia, può avere risvolti positivi su tutta la famiglia, migliorando la qualità delle relazioni all’interno di tutto il nucleo familiare, oltre al benessere individuale. L’ampliamento e l’integrazione della narrazione di sé all’interno di un percorso terapeutico, consente di operare sulle memorie implicite affinché non intralcino costantemente nella vita quotidiana. La richiesta d’aiuto congiunta o di coppia costituisce un segno della volontà di arginare un processo degenerativo in corso all’interno della relazione.